Incentivi assunzioni strutturali: le agevolazioni che non scadono

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Incentivi assunzioni strutturali: le agevolazioni che non scadono

Il curriculum è rimasto sulla scrivania per tutta l’estate. Il candidato piace, il posto c’è, e l’assunzione è già in programma per gennaio. Poi, a fine settembre, arriva la domanda che il titolare fa allo Studio al telefono: a gennaio i bonus ci saranno ancora?

Per una parte di loro la risposta è no. Gli esoneri del Decreto Lavoro 2026 per giovani, donne e ZES valgono per le assunzioni fatte entro il 31 dicembre 2026, e lo stesso termine vale per la stabilizzazione degli under 35. Cosa arriverà dopo lo deciderà la prossima legge di bilancio. Esiste però un secondo livello di incentivi assunzioni che non dipende dalla manovra di turno. Sono misure strutturali, in vigore da anni, che molte aziende trascurano proprio perché meno generose dei bonus del momento. Dal 1° gennaio, per chi assume, potrebbero tornare a essere la strada principale. Le abbiamo raccolte qui, divise per tipo di lavoratore, con le condizioni che servono per non perderle.

Incentivi assunzioni per i giovani: esonero under 30 e apprendistato

Il primo strumento è l’esonero contributivo per gli under 30, introdotto dalla legge di bilancio 2018 e mai più abbandonato. Spetta a chi assume a tempo indeterminato, o trasforma un contratto a termine, un giovane che non ha ancora compiuto 30 anni e che non ha mai avuto un rapporto a tempo indeterminato con nessun datore. Il beneficio è il 50% dei contributi a carico dell’azienda, fino a 3.000 euro l’anno, per 36 mesi. Sale al 100% quando il giovane ha già svolto presso la stessa azienda un percorso di alternanza scuola-lavoro o un apprendistato per il titolo di studio. Rispetto ai bonus del Decreto Lavoro vale meno, ma ha due vantaggi concreti: non richiede l’incremento occupazionale e non ha una finestra temporale. Quando il giovane non ha i requisiti di svantaggio chiesti dal bonus 2026, che abbiamo analizzato nell’articolo sul bonus giovani 2026, resta spesso l’unica strada percorribile.

Il secondo strumento è l’apprendistato, che più che un incentivo è un contratto con la convenienza incorporata. Nelle imprese fino a 9 dipendenti la contribuzione a carico del datore è dell’1,5% nel primo anno, del 3% nel secondo e del 10% dal terzo. Nelle imprese più grandi è fissata al 10%, oltre ai contributi per NASpI e formazione continua. L’agevolazione prosegue per un anno dopo la conferma a tempo indeterminato. Attenzione a una confusione frequente: lo sgravio totale per tre anni nelle microimprese, che alcune guide citano ancora, è scaduto. Oggi valgono le aliquote ridotte.

Incentivi assunzioni per chi cerca lavoro: NASpI, ADI, over 50, donne e disabilità

Il secondo gruppo di misure guarda alla condizione del lavoratore più che alla sua età.

Chi assume a tempo pieno e indeterminato un lavoratore che percepisce la NASpI riceve, per ogni mese di retribuzione, un contributo pari al 20% dell’indennità che il lavoratore avrebbe ancora incassato. Più la NASpI residua è lunga, più l’incentivo pesa: conviene quindi verificarlo al momento del colloquio. Chi percepisce la NASpI può anche essere assunto in apprendistato professionalizzante senza limiti di età, e in quel caso le due convenienze si sommano.

Per i beneficiari dell’Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro l’agevolazione è più robusta. Il decreto legge 48/2023 prevede l’esonero totale dei contributi a carico del datore per 12 mesi, fino a 8.000 euro annui, per le assunzioni a tempo indeterminato, anche in apprendistato. Per i contratti a termine o stagionali l’esonero scende al 50%, fino a 4.000 euro annui. Ci sono due condizioni da non dimenticare: l’offerta di lavoro va pubblicata sulla piattaforma SIISL, e chi licenzia il lavoratore nei 24 mesi successivi deve restituire l’incentivo maggiorato delle sanzioni civili.

La legge Fornero, la n. 92 del 2012, agevola in modo stabile due categorie. Per gli over 50 disoccupati da oltre 12 mesi i contributi a carico del datore si riducono del 50%, per 12 mesi con il contratto a termine e per 18 mesi con quello a tempo indeterminato. La stessa riduzione vale per le donne prive di un impiego regolarmente retribuito, con requisiti di durata della disoccupazione che variano secondo il territorio e il settore. In entrambi i casi l’assunzione deve portare un incremento occupazionale netto.

Dal 2026 si è aggiunto l’esonero per le madri di almeno tre figli minorenni, prive di impiego da almeno sei mesi. Lo sgravio è del 100% dei contributi a carico del datore, fino a 8.000 euro l’anno. La norma non fissa una data di fine, ma il beneficio dipende dalle risorse stanziate, e l’INPS sospende le nuove domande quando si avvicinano all’esaurimento. Chi ha una candidatura in corso fa bene a non aspettare.

Resta infine attivo il sistema di contributi previsto dall’articolo 13 della legge 68/1999 per l’assunzione di persone con disabilità. La misura varia in base al grado di riduzione della capacità lavorativa e al tipo di contratto, e va calcolata caso per caso.

Incentivi assunzioni: cumulo e condizioni per non perderli

Un incentivo applicato male costa più di un incentivo mai chiesto, perché va restituito con le sanzioni. Le regole trasversali sono poche, ma valgono per tutte le misure.

La prima è la regolarità: DURC in ordine e rispetto degli accordi e dei contratti collettivi. Senza questi requisiti nessuno sgravio contributivo è dovuto. La seconda è l’insieme dei principi generali fissati dall’articolo 31 del decreto legislativo 150/2015. L’incentivo non spetta se l’assunzione è un obbligo già previsto dalla legge o dal contratto, se viola il diritto di precedenza di un ex dipendente, o se il lavoratore è stato licenziato nei sei mesi precedenti da un’azienda collegata. La terza riguarda i licenziamenti: molte misure li considerano ostativi se avvengono nei mesi precedenti o successivi nella stessa unità produttiva, e alcune chiedono la restituzione del beneficio.

Sul cumulo la regola di partenza è semplice: due esoneri contributivi sullo stesso lavoratore di norma non si sommano, salvo che la legge lo preveda espressamente. Fa eccezione la maxi-deduzione fiscale del costo dei nuovi assunti, prorogata fino al periodo d’imposta 2027. Agisce sull’imponibile e non sui contributi, quindi si affianca agli esoneri, a patto che l’organico complessivo cresca davvero. Alcune misure, come l’incentivo NASpI, rientrano poi nei limiti degli aiuti de minimis, che vanno controllati prima di presentare la domanda.

Per i bonus del Decreto Lavoro valgono in più regole specifiche, a partire dal salario giusto, che abbiamo spiegato parlando dei quattro bonus per le assunzioni, delle assunzioni agevolate 2026 e della stabilizzazione degli under 35.

Incentivi assunzioni strutturali: il quadro di sintesi

MisuraBeneficioDurataRequisito chiave
Esonero under 3050% dei contributi del datore, fino a 3.000 euro l’anno36 mesiMai assunto a tempo indeterminato
ApprendistatoAliquota ridotta: 1,5%, 3%, poi 10% fino a 9 dipendenti; 10% oltreTutto il contratto, più 12 mesi dopo la confermaPiano formativo e contratto scritto
Percettori NASpI20% della NASpI residua per ogni mese di retribuzioneFino all’esaurimento della NASpI residuaTempo pieno e indeterminato
ADI e SFL100% fino a 8.000 euro l’anno (50% fino a 4.000 a termine)12 mesi (24 in caso di trasformazione)Offerta pubblicata sul SIISL
Over 5050% dei contributi del datore12 mesi a termine, 18 a tempo indeterminatoDisoccupato da oltre 12 mesi; incremento occupazionale
Donne svantaggiate50% dei contributi del datore12 mesi a termine, 18 a tempo indeterminatoPrive di impiego secondo i requisiti di legge; incremento occupazionale
Madri di almeno tre figli100% fino a 8.000 euro l’anno12 mesi a termine, 18 se trasformato, 24 a tempo indeterminatoPrive di impiego da almeno 6 mesi; nei limiti delle risorse
Persone con disabilitàContributo variabileSecondo il grado di disabilità e il contrattoArt. 13, legge 68/1999
Maxi-deduzione (fiscale)Costo dei nuovi assunti dedotto al 120% o 130%Fino al periodo d’imposta 2027Incremento dell’organico a tempo indeterminato


Il momento migliore per scegliere l’incentivo giusto è prima del colloquio, non dopo la firma: le condizioni del lavoratore alla data di assunzione decidono quale misura spetta, e un giorno di differenza può cambiare tutto. Lo Studio Bartali verifica per ogni nuova assunzione quali agevolazioni si possono attivare, come cumularle e come gestirle nel tempo. Per una valutazione scriveteci a info@studiobartalicdl.it o chiamateci allo 0571 498849.