Bonus giovani 2026: esonero contributivo fino al 100% per chi assume under 35
Il bonus giovani 2026 è una delle misure più concrete a disposizione dei datori di lavoro privati per ridurre il costo delle nuove assunzioni stabili. Con il Decreto Lavoro 2026 — il DL 62/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° maggio — l’agevolazione, che il Milleproroghe aveva già prorogato fino al 30 aprile, è stata estesa a tutto il 2026 e resa strutturale per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori under 35 privi di precedenti contratti stabili. Ne avevamo anticipato i contorni nell’articolo dedicato ai quattro bonus del Decreto Lavoro 2026: qui approfondiamo nel dettaglio requisiti, importi e condizioni operative del bonus giovani.
Bonus giovani 2026: chi può accedervi e a quali condizioni
Il bonus è rivolto a tutti i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato — incluso il part-time, con calcolo ponderato — soggetti che alla data di assunzione non abbiano ancora compiuto 35 anni e siano privi di impiego da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi se in condizione di svantaggio. Sono incentivate anche le trasformazioni da contratto a termine a tempo indeterminato, a condizione che il contratto originario sia stato stipulato tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026, abbia una durata complessiva non superiore a 12 mesi e la stabilizzazione avvenga tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026. Restano esclusi in ogni caso il lavoro domestico e l’apprendistato.
Prima di attivare l’incentivo è necessario verificare alcune condizioni trasversali che il decreto pone come requisiti imprescindibili: l’incremento occupazionale netto rispetto alla media dei 12 mesi precedenti, l’assenza di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o collettivi nei sei mesi precedenti e successivi all’assunzione per la medesima qualifica, e il rispetto del salario giusto, ovvero un trattamento economico non inferiore al CCNL comparativamente più rappresentativo del settore. Quest’ultimo requisito è una novità rilevante introdotta dal Decreto Lavoro 2026: chi applica contratti pirata o retribuzioni al di sotto delle soglie contrattuali è escluso dall’accesso agli incentivi pubblici.
Quanto vale l’esonero e come si calcola
Il bonus giovani è modulato in base all’impatto sull’organico aziendale: è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro — escluso l’INAIL — se l’assunzione determina un incremento occupazionale netto, ovvero un aumento reale del numero di dipendenti rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. In entrambi i casi il tetto mensile è di 500 euro per assunzione, che sale a 650 euro per le assunzioni presso sedi o unità produttive ubicate nella ZES Unica del Mezzogiorno. La durata massima dell’esonero è di 24 mesi. Il bonus non è cumulabile con altri esoneri contributivi, ma è compatibile senza alcuna riduzione con la maxi-deduzione del costo del personale prevista dalla Legge di Bilancio 2025.
Cosa deve fare il datore di lavoro per fruire del bonus
La fruizione dell’incentivo non è automatica. In base alle istruzioni INPS attualmente disponibili, l’accesso al bonus è subordinato alla presentazione di un’istanza telematica preventiva tramite il Portale delle Agevolazioni, nella sezione dedicata agli incentivi del Decreto Coesione — Articolo 22 — Giovani. È quindi necessario agire prima dell’assunzione, non a posteriori, per non perdere il diritto all’agevolazione. Sul piano pratico, la verifica dei requisiti — incremento occupazionale netto, assenza di licenziamenti nel periodo protetto, corretta applicazione del CCNL di riferimento — richiede un’analisi puntuale della situazione aziendale che è opportuno svolgere con il supporto del consulente del lavoro prima di procedere. Un errore in fase di accesso può comportare la revoca dell’esonero già fruito, con conseguente obbligo di restituzione.

