Assunzioni agevolate 2026: cosa cambia (davvero) dopo la conversione del Milleproroghe
La proroga c’è, ma non è una semplice fotocopia del 2025. Con la Legge 27 febbraio 2026, n. 26, che ha convertito il Decreto Milleproroghe ed è entrata in vigore il 1° marzo 2026, il legislatore ha rimesso mano a una parte importante del pacchetto di assunzioni agevolate 2026, confermando alcune misure del Decreto Coesione ma modificandone durata, intensità e condizioni di accesso. Per aziende e responsabili HR il tema centrale è uno: capire quali incentivi restano davvero operativi e con quali limiti.
Bonus giovani under 35: proroga fino al 30 aprile 2026, ma con un esonero ridotto
Tra le misure più attese c’è il bonus giovani under 35, che resta riconosciuto per assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato fino al 30 aprile 2026. La novità, però, è nella misura dell’agevolazione: per le decorrenze dal 1° gennaio 2026 l’esonero scende al 70% dei contributi a carico del datore di lavoro per 24 mesi, nel limite mensile di 500 euro per la generalità dei datori, elevato a 650 euro per le sedi operative situate in Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria. La percentuale torna al 100% solo se si realizza un incremento occupazionale netto.
Resta fermo il perimetro dei destinatari: giovani under 35 che non abbiano mai avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con l’eccezione del precedente apprendistato non proseguito come ordinario contratto stabile. Sul piano operativo, inoltre, continuano a pesare i vincoli sui licenziamenti nei 6 mesi precedenti e successivi, già chiariti dall’INPS nelle istruzioni del 2025. Per questo il bonus giovani, nel 2026, richiede una verifica più rigorosa rispetto all’anno scorso.
Bonus ZES 2026: proroga confermata, ma il 100% non è più automatico
Anche il bonus ZES rientra tra le principali assunzioni agevolate 2026. La misura resta disponibile per le assunzioni effettuate fino al 30 aprile 2026, ma segue lo stesso schema del bonus giovani: dal 1° gennaio 2026 l’agevolazione è pari al 70% dei contributi dovuti dal datore di lavoro, con risalita al 100% solo in presenza di incremento occupazionale netto. L’INPS ha fornito le istruzioni operative con la circolare n. 10 del 3 febbraio 2026.
Il bonus ZES riguarda i datori di lavoro privati che assumono nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno lavoratori over 35, disoccupati da almeno 24 mesi, a condizione che il datore abbia non oltre 10 dipendenti alla data dell’assunzione. Sono esclusi, tra gli altri, lavoro domestico, dirigenti, apprendistato e lavoro intermittente. Anche qui la durata è di 24 mesi e il tetto mensile dell’esonero è fissato a 650 euro.
Bonus donne 2026: proroga fino al 31 dicembre
Più lineare, almeno sulla carta, la proroga del bonus donne. La conversione del Milleproroghe ne estende l’operatività fino al 31 dicembre 2026, mantenendo le condizioni già previste in precedenza. L’agevolazione continua a consistere in un esonero del 100% dei contributi a carico del datore di lavoro, entro il limite mensile di 650 euro, con durata ordinaria di 24 mesi e durata di 12 mesi in caso di assunzione di donne occupate in settori ad alta disparità occupazionale.
Restano centrali anche i requisiti soggettivi. Il bonus si applica alle donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi se occupate in settori ad alta disparità, da almeno 6 mesi se residenti nelle regioni della ZES unica, oppure da almeno 24 mesi nel resto del territorio nazionale. Sul fronte dei licenziamenti, la condizione restrittiva già nota resta rilevante, ma per questa misura opera solo in area ZES.
Il punto politico e operativo: cosa manca nel pacchetto 2026
Accanto alle proroghe, c’è anche un’assenza che pesa. Nel nuovo perimetro normativo non risulta prorogata la misura legata ai giovani under 35 assunti da aziende innovative e sostenibili costituite da under 35 disoccupati, prevista dall’articolo 21, comma 3, del Decreto Coesione. È un dettaglio solo in apparenza tecnico, perché riduce il raggio d’azione di uno degli incentivi più mirati sul fronte dell’imprenditoria giovanile.
Le altre misure da monitorare nel 2026
Il quadro delle assunzioni agevolate 2026 non si esaurisce però nei tre bonus più noti. Restano da considerare anche la super deduzione del costo del lavoro, che continua a operare al 120% per le assunzioni a tempo indeterminato e sale al 130% per alcune categorie svantaggiate, e la decontribuzione Sud PMI, che per il 2026 e il 2027 riconosce un abbattimento del 20% dei contributi INPS nel limite di 125 euro mensili, ma non è cumulabile con gli incentivi del Decreto Coesione.
Nel perimetro 2026 compaiono anche altre misure da seguire, come l’incentivo per l’assunzione di donne vittime di violenza e il beneficio legato alla certificazione della parità di genere. Più avanti nel tempo, ma ancora in attesa dei provvedimenti attuativi, ci sono anche le novità della Legge di Bilancio 2026 sull’esonero contributivo per mamme di tre o più figli e sull’agevolazione per la riduzione dell’orario dei genitori.
Assunzioni agevolate 2026: perché serve una verifica caso per caso
Il 2026 non è l’anno delle letture automatiche. La conversione del Milleproroghe ha confermato diversi incentivi, ma ha anche reso più netta la distanza tra agevolazione “piena” e agevolazione “ridotta”, soprattutto per bonus giovani under 35 e bonus ZES. Significa che, prima di fare una stima del risparmio contributivo, conviene verificare almeno cinque elementi: data di assunzione, profilo del lavoratore, eventuale incremento occupazionale, presenza di licenziamenti ostativi e compatibilità con altri incentivi.
Per le imprese il tema non è soltanto fiscale o contributivo. Una lettura incompleta della norma può tradursi in recuperi contributivi, esclusioni dall’agevolazione o errori nella pianificazione del costo del lavoro. Ed è proprio qui che la consulenza fa la differenza: trasformare una misura teoricamente disponibile in una scelta realmente sostenibile.

