ISAC: lettere INPS entro il 31 marzo

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ISAC: lettere INPS entro il 31 marzo

Gli ISAC, gli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva, entrano nella fase operativa e segnano un passaggio concreto nelle misure di contrasto al lavoro sommerso. L’obiettivo è verificare se la forza lavoro dichiarata da un’impresa sia coerente con i suoi dati economici e contributivi, così da far emergere in anticipo eventuali anomalie.
La misura è stata introdotta dall’articolo 1 del D.L. n. 160 del 28 ottobre 2024 e trova ora attuazione con il Decreto Interministeriale Lavoro-Economia del 27 febbraio 2026 e con la circolare INPS n. 26 del 6 marzo 2026.
La prima sperimentazione riguarda due settori precisi: M21U, commercio all’ingrosso alimentare, e G44U, servizi alberghieri ed extra-alberghieri. Entro il 31 marzo 2026 l’INPS invierà ai datori di lavoro interessati le prime comunicazioni di compliance.
È una fase iniziale, ma non isolata: il quadro normativo prevede infatti l’estensione graduale degli ISAC ad almeno altri sei settori economici a rischio di evasione ed elusione contributiva entro il 31 agosto 2026.

Cosa controllano gli ISAC e cosa contiene la lettera INPS

Gli ISAC sono costruiti incrociando dati ISA, denunce contributive mensili e comunicazioni obbligatorie, sulla base delle informazioni riferite al periodo 2019-2023. La logica è quella della compliance preventiva: misurare la congruità tra attività economica e forza lavoro dichiarata, individuando situazioni che possono segnalare una possibile sottrazione di imponibile contributivo.
In questa prima applicazione, gli ISAC operano come indicatori di rischio di potenziale lavoro sommerso e non come strumento di accertamento automatico.
La lettera di compliance conterrà gli eventuali scostamenti rispetto ai valori normali degli indicatori, distinguendoli tra “lieve” e “significativo”. Ove possibile, l’INPS indicherà anche una stima delle giornate lavorative utili a riportare l’indicatore nella fascia di normalità.
Ma il punto decisivo è un altro: la comunicazione non ha natura di atto di accertamento e non determina di per sé alcuna irregolarità. Serve piuttosto a mettere il datore di lavoro nelle condizioni di verificare la propria posizione e, se necessario, correggerla spontaneamente.

Fascia di normalità, premialità e aggiornamento degli indici

Il sistema non guarda soltanto alle anomalie. Il datore di lavoro che risulta conforme al modello ISAC rientra nella cosiddetta fascia di normalità. In questi casi il nominativo viene comunicato dall’INPS al Ministero del Lavoro e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro per orientare la programmazione delle attività di vigilanza, e la premialità consiste nel non essere sottoposti ad accertamenti ispettivi prioritari in materia contributiva.
Il Decreto Interministeriale del 27 febbraio 2026 aggiunge poi un elemento importante: gli ISAC saranno aggiornati di norma ogni due anni, tenendo conto delle modifiche e degli aggiornamenti dei codici ATECO.
Con gli ISAC, infatti, il contrasto al sommerso si sposta sempre di più su un terreno fatto di analisi preventiva, selezione del rischio e regolarizzazione anticipata, prima che l’anomalia si trasformi in un contenzioso.