Stabilizzazione under 35: l’esonero è operativo
C’era un incentivo del Decreto Lavoro che tutti davano per congelato, in attesa del via libera dell’Unione europea. Con la circolare n. 72 del 3 luglio 2026 l’INPS ha ribaltato il quadro: l’esonero per la stabilizzazione dei giovani under 35 è pienamente operativo, e secondo l’Istituto non serve alcuna autorizzazione comunitaria per farlo partire. Per le imprese significa una cosa concreta: chi trasforma a tempo indeterminato il contratto a termine di un under 35 tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026 può azzerare i contributi previdenziali a proprio carico, fino a 500 euro al mese per due anni. Un risparmio che, a regime, può arrivare intorno ai 12.000 euro per lavoratore.
La misura nasce dall’articolo 4 del DL 62/2026, il cosiddetto Decreto Primo Maggio, convertito nella legge n. 112/2026 (in Gazzetta Ufficiale il 27 giugno). È una delle quattro agevolazioni del pacchetto, tutte costruite sull’esonero totale dei contributi datoriali, di cui avevamo tracciato il quadro d’insieme nell’articolo dedicato ai quattro bonus del Decreto Lavoro 2026. La stabilizzazione è l’ultima ad aver ricevuto le istruzioni operative, ed è anche quella che porta con sé il passaggio giuridicamente più delicato.
La svolta della circolare 72: la misura parte subito
Il cuore del documento INPS non sta tanto nei numeri, quanto in una scelta interpretativa netta. La legge, per prudenza, aveva subordinato l’efficacia dell’incentivo all’autorizzazione della Commissione europea, richiamando espressamente l’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. L’INPS, dopo aver riferito di interlocuzioni preliminari con Bruxelles, arriva a una conclusione diversa: l’esonero non rientra nel perimetro degli aiuti di Stato dell’articolo 107 del Trattato, perché rivolto in modo generalizzato a tutti i datori di lavoro privati, senza distinzioni di settore o di territorio. Da qui la conseguenza pratica: la misura può essere applicata senza attendere alcun via libera comunitario.
È una lettura che semplifica molto la vita alle imprese, ma va conosciuta per quello che è. Alcuni commentatori l’hanno definita audace, perché una circolare interviene di fatto su un vincolo che la legge aveva posto in modo esplicito. Nella sostanza, per il datore di lavoro il messaggio operativo è che si può procedere fin da subito, tenendo però presente che la disponibilità delle risorse è limitata: il finanziamento stanziato per il 2026 è di 18,2 milioni di euro e l’INPS accoglie le domande fino a esaurimento, sospendendole al raggiungimento del tetto di spesa anche in via prospettica. La tempestività, quindi, conta.
Stabilizzazione under 35: requisiti, importi e domanda
L’agevolazione consiste nell’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi INAIL e del contributo al Fondo di Tesoreria per il TFR. Dura al massimo 24 mesi, nel limite di 500 euro mensili per ciascun lavoratore, riproporzionati a 16,12 euro al giorno per i rapporti trasformati o cessati in corso di mese e ridotti in proporzione all’orario nei contratti part-time.
Il beneficio spetta solo per le trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, e non per nuove assunzioni. Il contratto a termine di partenza deve rispettare tre condizioni precise: essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026, avere una durata complessiva non superiore a dodici mesi ed essere trasformato senza soluzione di continuità. Sul fronte del lavoratore, servono due requisiti insieme: alla data della trasformazione non deve aver compiuto 35 anni e non deve essere mai stato occupato a tempo indeterminato nell’intera vita lavorativa. Il beneficio riguarda operai, impiegati e quadri, mentre restano fuori i dirigenti, insieme al lavoro domestico, all’apprendistato, al lavoro intermittente e alla pubblica amministrazione.
Come per tutti gli incentivi, valgono le condizioni generali di accesso: regolarità contributiva attestata dal DURC, corretta applicazione del CCNL comparativamente più rappresentativo, rispetto del principio del salario giusto introdotto dallo stesso decreto e dell’incremento occupazionale netto. L’esonero non è cumulabile con altri sgravi sulla stessa contribuzione, ma resta compatibile con la maxi-deduzione del costo del lavoro prevista dalla Legge di Bilancio 2025 e con l’esonero legato alla certificazione della parità di genere. La domanda va presentata solo per via telematica dal Portale delle Agevolazioni INPS, nella sezione “Incentivi decreto Lavoro 2026 – Incentivo alla stabilizzazione”, e può riguardare sia trasformazioni già avvenute dal 1° agosto sia trasformazioni in programma, con l’INPS che in quest’ultimo caso accantona le risorse e fissa un termine per completare l’operazione. Trattandosi di trasformazioni e non di nuove assunzioni, non si applica l’obbligo di pubblicazione preventiva della posizione sul portale SIISL. Le istruzioni sul modulo saranno diffuse con un successivo messaggio dell’Istituto.
Stabilizzazione o nuova assunzione: due strade diverse per i giovani
La stabilizzazione non va confusa con il Bonus Giovani, la misura gemella pensata per le nuove assunzioni. Sono due canali distinti, con finestre e requisiti propri, ed è utile sapere quale conviene a seconda della situazione. Il Bonus Giovani (articolo 2 dello stesso decreto) premia chi assume a tempo indeterminato un under 35 al primo impiego stabile, con lo stesso esonero del 100% ma un tetto di 500 euro mensili elevato a 650 nelle regioni della ZES unica: ne abbiamo spiegato requisiti e procedura nell’approfondimento su come funziona il Bonus Giovani 2026. In estrema sintesi, la stabilizzazione guarda a chi ha già un lavoratore a termine da confermare, il Bonus Giovani a chi porta in azienda una persona nuova.
Accanto a queste misure temporanee resta poi disponibile l’esonero strutturale per l’occupazione giovanile under 30 previsto dalla legge di Bilancio 2018, che riconosce uno sgravio del 50% dei contributi entro 250 euro al mese per 36 mesi: una base sempre attiva, meno generosa ma senza scadenza. Il quadro si completa, sul territorio, con i bandi regionali: anche in Toscana sono previsti incentivi specifici per l’assunzione di giovani, che possono aggiungersi alle misure nazionali entro i limiti di cumulo. Districarsi tra finestre temporali, tetti e requisiti non è banale, e un errore in fase di accesso può costare la revoca del beneficio già fruito.

