Lavoro usurante 2026: cosa bisogna fare entro l’1 maggio
Per chi svolge un lavoro usurante e maturerà i requisiti agevolati nel 2027, il 1° maggio 2026 non è la data per andare in pensione, ma il termine entro cui chiedere all’INPS il riconoscimento del beneficio. Si tratta del passaggio preliminare previsto dal D.Lgs. 21 aprile 2011, n. 67, che disciplina l’accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti: prima si verifica che l’attività rientri tra quelle tutelate, poi, una volta maturati età e contributi richiesti, si presenta la vera e propria domanda di pensione. La scadenza riguarda i lavoratori dipendenti e, in alcuni casi, anche i lavoratori del settore privato che perfezionano il diritto con contribuzione nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.
Chi può accedere al beneficio per lavoro usurante nel 2027
Rientrano nella disciplina del lavoro usurante gli addetti a mansioni particolarmente usuranti, i lavoratori alla linea catena, i conducenti di veicoli adibiti al trasporto pubblico collettivo e i lavoratori notturni. Per ottenere il riconoscimento, l’attività usurante deve essere stata svolta per almeno sette anni negli ultimi dieci oppure per almeno metà dell’intera vita lavorativa. Nel 2027 servono almeno 35 anni di contributi; per mansioni usuranti, linea catena, trasporto collettivo e lavoro notturno con almeno 78 notti annue occorrono 61 anni e 7 mesi con quota 97,6 per i dipendenti e 62 anni e 7 mesi con quota 98,6 per gli autonomi; per i notturni da 72 a 77 notti annue servono 62 anni e 7 mesi con quota 98,6 per i dipendenti e 63 anni e 7 mesi con quota 99,6 per gli autonomi; per i notturni da 64 a 71 notti annue si sale a 63 anni e 7 mesi con quota 99,6 per i dipendenti e 64 anni e 7 mesi con quota 100,6 per gli autonomi.
Domanda AP45, ritardi e decorrenza della pensione
La domanda di riconoscimento deve essere trasmessa in via telematica all’INPS con il modulo AP45 e va accompagnata dalla documentazione richiesta. Su questo punto, il Messaggio INPS n. 1188 del 2 aprile 2026 ha ribadito che il rispetto della scadenza è essenziale: se la richiesta arriva in ritardo, la decorrenza della pensione può slittare di un mese, di due mesi o di tre mesi a seconda dell’entità del ritardo. Per il personale della scuola e dell’AFAM, invece, valgono regole specifiche: il differimento ordinario non opera negli stessi termini e la decorrenza non può essere anteriore, rispettivamente, al 1° settembre e al 1° novembre dell’anno di maturazione dei requisiti.

