Fringe benefit auto aziendali 2026: cosa cambia col Decreto Omnibus
Tra poco più di due mesi le aziende chiudono il conguaglio di fine anno. Chi ha in flotta un’auto concessa in uso promiscuo e immatricolata nel 2020 o prima deve sapere che il fringe benefit auto aziendali 2026 di quel veicolo va ricalcolato. Il Decreto Omnibus, il D.Lgs. 7 agosto 2026 n. 148, in vigore dal 12 agosto, ha riscritto l’articolo 51, comma 4, lettera a) del TUIR con effetto dal periodo d’imposta 2026, quindi anche sui mesi già pagati. Il valore del benefit aumenta del 50% per le auto oltre il quinto anno di vita e del 5% per gli optional pagati dall’azienda. C’è poi un punto che la norma lascia aperto e che pesa direttamente sull’imponibile del dipendente: come si combinano maggiorazione e trattenuta.
Fringe benefit auto aziendali 2026: cosa cambia con il Decreto Omnibus
La base di calcolo resta quella introdotta dalla Legge di Bilancio 2025: il 50% del costo chilometrico ACI per 15.000 km, che scende al 10% per le auto elettriche a batteria e al 20% per le ibride plug-in, al netto delle somme trattenute al dipendente. Il valore ACI si legge nelle tabelle aggiornate ogni anno, di cui abbiamo parlato nell’articolo sulle nuove tabelle ACI e la stretta sulle trattenute.
Le novità sono tre.
La prima è la maggiorazione del 50% per le auto più vecchie. Scatta dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione. In pratica un’auto immatricolata nel 2020 è maggiorata dal 1° gennaio 2026, una del 2021 dal 1° gennaio 2027. Conta solo l’anno di prima immatricolazione, non quello in cui l’auto è stata consegnata al dipendente. La maggiorazione vale per ogni tipo di alimentazione, elettriche e plug-in comprese, e si applica anche quando il veicolo viene riassegnato a un altro dipendente.
La seconda è l’aumento forfettario del 5% quando l’auto ha accessori o allestimenti non compresi nelle tabelle ACI e non pagati dal lavoratore. Anche questa regola vale dal 1° gennaio 2026. Per gli anni precedenti sono fatti salvi i comportamenti adottati dai datori di lavoro fino al 31 dicembre 2025, senza rimborsi per chi aveva tassato di più.
La terza riguarda il regime transitorio, quello che consente di continuare a calcolare il benefit sulle emissioni di CO2 secondo le regole in vigore a fine 2024. Vale per le auto concesse dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2024 e, con il decreto, anche per quelle ordinate entro il 31 dicembre 2024 e consegnate in uso promiscuo nel corso del 2025. Il vecchio calcolo però resta solo fino al quinto anno dalla prima immatricolazione. Dopo scatta anche per queste auto la maggiorazione del 50%. Il testo completo del decreto è su Normattiva.
Fringe benefit auto aziendali 2026: trattenuta e maggiorazione, l’ordine conta
Quando il dipendente paga all’azienda una somma per l’uso privato dell’auto, la domanda è semplice: la trattenuta si sottrae prima o dopo la maggiorazione del 50%? La risposta cambia l’imponibile.
Il testo del decreto calcola il valore di partenza “al netto delle somme eventualmente trattenute al dipendente” e poi stabilisce che “i valori determinati” in quel modo “sono incrementati del 50 per cento”. Letta alla lettera, la trattenuta si toglie prima e la maggiorazione si applica sul residuo. Una parte dei commentatori e delle prime prassi segue però la lettura più prudente: maggiorazione sul valore pieno e trattenuta sottratta alla fine. L’Agenzia delle Entrate non si è ancora pronunciata.
Un esempio con un’auto a benzina immatricolata nel 2019, un costo ACI per 15.000 km di 9.000 euro e una trattenuta annua al dipendente di 1.200 euro:
| Lettura letterale | Lettura prudente | |
|---|---|---|
| Valore di partenza (50% di 9.000 €) | 4.500 € | 4.500 € |
| Trattenuta al dipendente | – 1.200 € | dopo la maggiorazione |
| Maggiorazione del 50% | su 3.300 € = 4.950 € | su 4.500 € = 6.750 € |
| Trattenuta sottratta alla fine | – | – 1.200 € |
| Fringe benefit imponibile | 4.950 € | 5.550 € |
Seicento euro di differenza sullo stesso veicolo, che diventano più IRPEF e più contributi per il dipendente. Finché non arriva un chiarimento ufficiale conviene scegliere un metodo, motivarlo per iscritto e verificare come lo applica il software paghe. Ricordiamo anche che, secondo l’interpello n. 14/2026 dell’Agenzia delle Entrate, riduce il benefit solo la somma chiesta per l’uso personale e coerente con il valore ACI, non qualsiasi trattenuta.
Fringe benefit auto aziendali 2026: cosa controllare prima del conguaglio
Il decreto è arrivato ad agosto, quando la maggior parte delle buste paga 2026 era già stata elaborata con le regole precedenti. Il conguaglio di dicembre è il momento per rimettere in ordine i conti. Per ogni auto in uso promiscuo conviene verificare:
- anno di prima immatricolazione: se è il 2020 o precedente, la maggiorazione del 50% vale per tutto il 2026;
- data di assegnazione e regime applicabile: regole 2025, regime transitorio sulle emissioni di CO2 o vecchie regole fino al quinto anno;
- optional e allestimenti pagati dall’azienda e non presenti nelle tabelle ACI, che fanno scattare il 5%;
- trattenute al dipendente: importo, coerenza con il valore ACI e metodo di calcolo scelto rispetto alla maggiorazione;
- riassegnazioni avvenute nell’anno, che non azzerano l’anzianità del veicolo.
Chi deve aggiornare anche la lettera di assegnazione trova i passaggi nella nostra guida all’assegnazione dell’auto aziendale. Dal 2027 le stesse regole passano nel nuovo TUIR, all’articolo 53, comma 6, senza cambiare nella sostanza.

