Assegnazione dell’auto aziendale: come funziona?

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Assegnazione dell’auto aziendale: come funziona?

L’assegnazione dell’auto aziendale è una pratica consolidata nelle imprese italiane, sia come supporto operativo che come forma di retribuzione accessoria. Tuttavia, il 2025 ha introdotto un cambiamento rilevante nella gestione fiscale di questi veicoli, in particolare per quelli concessi in uso promiscuo. Con il nuovo sistema di tassazione entrato in vigore quest’anno, è diventato ancora più importante conoscere nel dettaglio le regole applicabili, le tipologie di utilizzo consentite e le responsabilità che derivano per chi riceve il veicolo.

Come avviene l’assegnazione dell’auto aziendale

Il conferimento di un veicolo aziendale al dipendente avviene sempre tramite un accordo scritto, solitamente sotto forma di contratto di assegnazione o lettera formale, che definisce chiaramente condizioni, obblighi e limiti d’uso. Si tratta di un documento fondamentale che tutela entrambe le parti, specificando l’utilizzo consentito – esclusivamente per lavoro, misto o personale – e regolando aspetti come la gestione dei danni, le infrazioni al codice della strada, la copertura assicurativa e gli eventuali costi a carico del dipendente. Il contratto deve indicare, inoltre, se il veicolo può essere guidato da altri soggetti, come i familiari, in modo da permettere l’estensione dell’assicurazione e garantire copertura in caso di sinistro.

Le tre modalità di utilizzo dell’auto aziendale

Le imprese possono assegnare veicoli per:

  • uso esclusivamente lavorativo, con divieto assoluto di impiego per scopi privati;
  • uso personale, meno comune, in cui il mezzo è concesso al dipendente per fini esclusivamente privati;
  • uso promiscuo, la formula più diffusa, che consente l’utilizzo del veicolo sia per esigenze lavorative che personali, eventualmente anche da parte di familiari, se previsto dal contratto.

Nel caso dell’uso promiscuo, il veicolo costituisce un fringe benefit e, come tale, concorre alla formazione del reddito imponibile del dipendente. È proprio su questo punto che nel 2025 sono state introdotte importanti novità.

Tassazione dell’auto aziendale: le novità introdotte nel 2025

Dal 1° gennaio 2025, per tutte le auto aziendali assegnate in uso promiscuo, con contratto stipulato e veicolo consegnato da questa data, è entrato in vigore un nuovo sistema di tassazione del fringe benefit legato all’utilizzo privato del veicolo.

Le nuove regole stabiliscono che:

  • le auto elettriche siano tassate al 10% del valore convenzionale di riferimento;
  • le ibride plug-in siano soggette a una tassazione del 20%;
  • per le altre motorizzazioni, la tassazione vari in base agli scaglioni legati alle emissioni di CO₂.

Il fringe benefit viene calcolato considerando una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui, applicando la percentuale corrispondente (10%, 20%, o superiore) al valore chilometrico definito dalle tabelle ACI, e assumendo il 50% dell’importo risultante come base imponibile da riportare in busta paga.

Questo sistema premia la scelta di veicoli a basse emissioni, promuove la sostenibilità ambientale e si inserisce nel più ampio quadro della transizione ecologica promossa a livello nazionale ed europeo.

Responsabilità del dipendente e aspetti assicurativi

Chi riceve un’auto aziendale in uso è responsabile di eventuali multe e infrazioni commesse durante la guida. È fondamentale, perciò, che il contratto stabilisca con chiarezza le modalità di attribuzione delle responsabilità e le procedure in caso di sinistro.

Lo stesso vale per i danni al veicolo: la lettera di assegnazione dovrebbe specificare le condizioni di utilizzo, eventuali franchigie, copertura assicurativa e partecipazione del dipendente alle spese. In caso di guida da parte di un familiare, il conducente deve essere espressamente autorizzato e incluso nella polizza assicurativa.