Differenza tra RUNTS e RASD: cosa cambia (davvero) dal 2026
Capita spesso, e non solo tra chi è alle prime armi con la gestione di un’associazione: RUNTS e RASD vengono scambiati l’uno per l’altro, oppure trattati come se fossero due nomi della stessa cosa. La confusione ha le sue ragioni. Sono entrambi registri pubblici, telematici, nati per portare ordine e trasparenza nel mondo non profit. Eppure rispondono a due riforme diverse, fanno capo a due amministrazioni diverse e si rivolgono a platee diverse.
Per anni la distinzione ha riguardato soprattutto chi si occupa di pratiche e adempimenti. Dal 1° gennaio 2026 la questione è diventata molto più concreta: con l’entrata in vigore della disciplina fiscale del Codice del Terzo Settore, capire la differenza tra RUNTS e RASD – e soprattutto sapere in quale registro conviene stare – ha conseguenze dirette sul bilancio dell’ente. Proviamo a fare chiarezza.
RUNTS e RASD: cosa sono e perché esistono due registri diversi
Il RUNTS è il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Lo ha istituito il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) ed è gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Qui si iscrivono gli enti del Terzo Settore in senso ampio: associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, fondazioni e altri soggetti che perseguono finalità civiche e di interesse generale. L’iscrizione è la porta d’accesso al riconoscimento giuridico e a un pacchetto di benefici: contributi pubblici, 5 per mille, convenzioni, agevolazioni fiscali, oltre a una credibilità istituzionale che pesa nei rapporti con enti pubblici e donatori.
Il RASD, per esteso Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (in alcuni documenti indicato anche come RAS), nasce invece dalla riforma dello sport. Lo disciplina il D.Lgs. 36/2021 e la sua gestione fa capo al Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio, operativamente attraverso la società Sport e Salute S.p.A. Si rivolge ad associazioni e società sportive dilettantistiche che svolgono attività sportiva senza scopo di lucro. La sua funzione è certificare la natura effettivamente dilettantistica dell’attività: è proprio l’iscrizione al registro – previa affiliazione a una federazione, a una disciplina associata o a un ente di promozione sportiva – a garantire quella qualifica e, con essa, l’accesso ai vantaggi fiscali pensati per lo sport.
Riassumendo la differenza in una frase: il RUNTS guarda al Terzo Settore nel suo complesso e parla la lingua del Ministero del Lavoro, il RASD guarda allo sport dilettantistico e parla la lingua del Dipartimento per lo Sport. Due binari paralleli, costruiti da due riforme che hanno camminato fianco a fianco.
Si può essere iscritti a entrambi? Sì, ma c’è un’avvertenza
È una delle domande che più spesso arrivano in studio, e la risposta è affermativa. Un’associazione sportiva dilettantistica che abbia anche i requisiti del Terzo Settore – tipicamente come associazione di promozione sociale – può essere iscritta sia al RASD sia al RUNTS. I due registri hanno finalità diverse e, in questo senso, complementari: uno certifica la dimensione sportiva, l’altro quella di ente del Terzo Settore.
Qui però conviene prestare attenzione a un meccanismo che sfugge facilmente. Per le associazioni che hanno ottenuto la personalità giuridica attraverso il RUNTS, è proprio l’iscrizione al RUNTS a reggere quel riconoscimento, anche dopo l’ingresso nel RASD. Ne deriva un legame a senso unico: se l’ente viene cancellato dal RUNTS, scatta in automatico anche la cancellazione dal RASD come persona giuridica, e sono gli stessi uffici a comunicarsi le variazioni. Tradotto in pratica: una scelta presa sul versante Terzo Settore può produrre effetti immediati sul versante sportivo, a volte senza che l’associazione se ne renda conto per tempo.
Cosa è cambiato nel 2026 (e perché la scelta del registro pesa di più)
Arriviamo al punto che rende questo argomento più caldo di una semplice scheda comparativa. La disciplina fiscale del Codice del Terzo Settore, attesa e più volte rinviata, è diventata operativa dal 1° gennaio 2026. La decorrenza è legata all’esercizio sociale: chi adotta l’anno solare parte da gennaio, mentre per chi chiude il bilancio in date diverse (per esempio dal 1° settembre al 31 agosto) l’applicazione slitta in avanti. E il quadro delle agevolazioni ne esce ridisegnato.
Il primo effetto riguarda il regime forfettario della Legge 398/1991, storico pilastro fiscale del mondo associativo. Dal 2026 questo regime resta di fatto riservato allo sport dilettantistico: le ASD e le SSD possono continuare a optarvi, mentre per le associazioni non sportive che restano fuori dal RUNTS la 398 non è più praticabile. Lo sport, insomma, conserva uno strumento che per molti altri enti è venuto meno.
C’è però il rovescio della medaglia, ed è qui che la scelta del registro diventa davvero strategica. Un’associazione sportiva che decida di assumere la veste di ente del Terzo Settore, iscrivendosi al RUNTS, non può più applicare la Legge 398/1991: lo prevede espressamente l’articolo 89 del Codice del Terzo Settore. Si apre quindi un bivio concreto tra due mondi fiscali, ciascuno con le proprie regole e i propri vantaggi, da confrontare caso per caso e non per abitudine.
A rendere il quadro ancora più articolato, dal 1° gennaio 2026 è stato abrogato anche l’articolo 25 della Legge 133/1999, per effetto del D.Lgs. 33/2025. Viene così meno la detassazione dei proventi realizzati in occasione di due eventi all’anno entro il limite di 51.645,69 euro: un’agevolazione che molte realtà sportive sfruttavano per tornei, feste ed eventi promozionali, e la cui scomparsa va messa in conto nella programmazione dell’attività.
Il messaggio di fondo è chiaro. Quella che fino a poco tempo fa poteva sembrare una formalità burocratica – in quale registro mi iscrivo, in quale conviene restare – è diventata una decisione con un impatto fiscale misurabile. E come ogni decisione di questo tipo, va presa guardando ai numeri reali dell’ente.
Differenza RUNTS e RASD: come orientarsi senza decidere a caso
Ogni associazione ha una storia, un bilancio e degli obiettivi che le sono propri. Capire se convenga puntare sul RASD, sul RUNTS o sulla doppia iscrizione significa mettere in fila le attività svolte, le entrate, la qualifica giuridica e le prospettive dei prossimi anni. È il tipo di analisi che facciamo ogni giorno per le realtà sportive e per le associazioni che seguiamo.

