Referendum 8-9 giugno 2025: analizziamo i quesiti 3 e 4
Dopo aver approfondito nel nostro precedente articolo i primi due quesiti referendari (dedicati al reintegro per licenziamento illegittimo e alle indennità nelle piccole imprese, oggi ci concentriamo sugli altri due quesiti che riguardano il mondo del lavoro.
Si tratta di temi delicati e tecnici, ma con potenziali conseguenze importanti per lavoratori e aziende. Ecco una guida chiara per capire di cosa si tratta, quali sono i pro e contro, e cosa potrebbe cambiare in caso di vittoria del Sì o del No.
Quesito 3: Abolizione del contratto a tutele crescenti
Il terzo quesito mira a eliminare le norme introdotte dal Jobs Act (D.Lgs. 23/2015), che hanno creato per i nuovi assunti il contratto a tutele crescenti.
Questa tipologia contrattuale, nata per stimolare l’occupazione, limita le possibilità di reintegro per i licenziati, sostituendole quasi sempre con un indennizzo economico legato all’anzianità di servizio.
Il referendum propone di cancellare questa normativa, riportando in vigore le regole precedenti, che prevedevano più garanzie anche per i neoassunti.
Pro Sì:
- Ripristino di un sistema più protettivo per i lavoratori
- Maggiore uniformità nei diritti tra vecchi e nuovi contratti
Contro Sì:
- Rischio di frenare le nuove assunzioni, soprattutto tra i giovani
- Meno flessibilità per le imprese nella gestione del personale
Se vince il Sì: Il contratto a tutele crescenti sarà abolito, e tutti i lavoratori avranno le stesse tutele in caso di licenziamento.
Se vince il No: Resteranno in vigore le regole del Jobs Act per i contratti stipulati dopo il 2015.
Quesito 4: Eliminazione dei limiti ai risarcimenti per licenziamenti discriminatori
Il quarto quesito riguarda i risarcimenti in caso di licenziamento discriminatorio (cioè basato su motivi illegittimi come sesso, etnia, orientamento politico o sindacale).
Attualmente la legge prevede dei limiti massimi ai risarcimenti economici anche per queste situazioni. Il quesito propone di abolire questi tetti, lasciando piena libertà al giudice di stabilire un indennizzo proporzionato al danno subito.
Pro Sì:
- Maggiore protezione per i lavoratori vittime di discriminazione
- Risarcimenti più equi e adeguati alle singole circostanze
Contro Sì:
- Rischio di sanzioni troppo elevate per le aziende
- Aumento dell’incertezza legale per i datori di lavoro
Se vince il Sì: Non ci saranno più limiti massimi ai risarcimenti per licenziamenti discriminatori.
Se vince il No: Restano i limiti attuali previsti dalla legge.
Perché è importante capire bene prima di votare
Questi due quesiti affrontano questioni cruciali per il futuro dei rapporti di lavoro in Italia. Come per i primi due quesiti, conoscere bene il contenuto e le conseguenze di un Sì o di un No è fondamentale per esprimere un voto consapevole.
Studio Bartali continuerà a offrire aggiornamenti, approfondimenti e chiarimenti su tutti i temi legati al lavoro, per supportarti nel capire come queste decisioni possono influire sul tuo caso specifico.

