Maxi deduzione per l’assunzione di lavoratori: cosa cambia nel 2025

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Maxi deduzione per l’assunzione di lavoratori: cosa cambia nel 2025

Con l’obiettivo di stimolare le assunzioni a tempo indeterminato, il legislatore ha introdotto e progressivamente raffinato la cosiddetta maxi deduzione per il costo del lavoro. Grazie agli ultimi interventi normativi del Decreto-legge 17 giugno 2025, n. 84 e del Decreto Ministeriale 27 giugno 2025, cambiano le regole per la sua applicazione, soprattutto per i gruppi d’impresa.

 

Cos’è la maxi deduzione?

Prevista dall’art. 4 del D.Lgs. n. 216/2023, la maxi deduzione consente alle imprese e ai lavoratori autonomi di dedurre il costo del personale di nuova assunzione a tempo indeterminato, maggiorato del 20%, arrivando così a un valore deducibile pari al 120% del costo originale. L’incentivo sale al 130% per l’assunzione di soggetti appartenenti a categorie svantaggiate, come da Allegato I del medesimo decreto. Con la Legge di Bilancio 2025 la misura è stata prorogata fino al 2027.

Due sono principali novità del 2025: l’esclusione delle società collegate dal concetto di gruppo e il nuovo metodo di calcolo dell’incremento occupazionale nei gruppi

 

Esclusione delle società collegate dal concetto di gruppo

Con l’art. 3, comma 1, del DL n. 84/2025, vengono escluse dal perimetro del “gruppo interno” le società collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c. Questo significa che, ai fini del calcolo dell’incremento occupazionale netto, non vanno più considerati i dati occupazionali delle società collegate. La modifica, applicabile già dal periodo d’imposta 2024, chiarisce e semplifica il computo per le imprese appartenenti a gruppi societari.

Nuovo metodo di calcolo dell’incremento occupazionale nei gruppi

Il DM 27 giugno 2025 interviene sul calcolo della maggiorazione per i soggetti appartenenti a un gruppo, riscrivendo il comma 8 dell’art. 5 del DM 25 giugno 2024. Il nuovo metodo introduce un fattore di correzione proporzionale ai decrementi occupazionali registrati dalle altre società del gruppo, che può ridurre o azzerare l’agevolazione.

Ecco come funziona:

  • Se il gruppo nel complesso ha avuto più assunzioni che licenziamenti, la deduzione si applica, ma in misura ridotta.
  • Se i licenziamenti superano le nuove assunzioni, nessuna società del gruppo ha diritto alla maggiorazione.

Maxi deduzione: un esempio pratico

Immaginiamo un gruppo composto da tre società: due di queste (A e B) assumono nuovi lavoratori a tempo indeterminato, mentre la terza (C) effettua dei licenziamenti. In base alle nuove regole, non è più sufficiente considerare le assunzioni effettuate da una singola azienda: l’agevolazione si calcola sull’intero gruppo, tenendo conto anche delle riduzioni di personale.

In pratica, le imprese che incrementano l’organico beneficiano della deduzione maggiorata, ma in misura ridotta, perché i licenziamenti avvenuti all’interno del gruppo “correggono” l’importo agevolabile. L’impresa che ha licenziato, invece, non accede ad alcun beneficio.

Il nuovo sistema, introdotto con il DM 27 giugno 2025, mira a evitare distorsioni: non è più possibile compensare un’espansione in una società con contrazioni occupazionali in un’altra. Ogni componente del gruppo deve quindi pianificare le politiche del personale in modo coordinato, per non compromettere la possibilità di accedere al beneficio fiscale.

Nella sostanza:

  • Società A: assume 50 lavoratori a tempo indeterminato, senza licenziamenti. Il costo totale per i nuovi assunti è di 2.000.000 € (50 × 40.000 €). L’incremento complessivo del costo del personale è 2.500.000 €.

  • Società B: assume 90 nuovi lavoratori a tempo indeterminato, senza licenziamenti. Costo complessivo: 3.600.000 €, ma l’incremento del costo del personale è 3.400.000 € (inferiore per minori straordinari o altri fattori).

  • Società C: licenzia 10 dipendenti e non effettua assunzioni.

Adesso, applicando il nuovo fattore di correzione, la società A dedurrà 1.857.200 euro invece dei 2.000.000 iniziali, e la B 3.157.240 euro su 3.400.000 euro.

L’approccio, più tecnico e penalizzante per i gruppi con dinamiche disomogenee, rafforza l’intento del legislatore: premiare chi crea nuova occupazione stabile, ma solo se l’intero sistema aziendale si muove in questa direzione.